Le “panzanighe” della mia nonna

La mia nonna è nata a Mesero ed è sempre vissuta qui.  Quando ero piccola e andavo a trovarla mi raccontava tante storie legate alla sua infanzia, ma quelle che mi sono rimaste di più nella mente sono le panzanighe.

Qui di seguito le mie due preferite:

 

La gamba rossa

Una volta i contadini, d’inverno, si riunivano nelle stalle dove c’erano le mucche che scaldavano l’ambiente.

Le donne lavoravano a maglia, i bambini giocavano, gli uomini facevano e ripulivano gli attrezzi da lavoro, e ….  si raccontavano le storie.

Una sera avevano fame e, col poco riso, decisero di fare il risotto.

Gli uomini però prepararono uno scherzetto.

Riempirono una calza rossa di fieno, andarono sul fienile e dal buco dove si buttava il fieno nella stalla, calarono la gamba rossa piano piano …..

Gli altri uomini, rimasti nella stalla, iniziarono a cantare:

“Donn donn andé a durmì,

che stanoc ghi da murì.

Se non credì che Dio ve la manda.

guardé al volt, ga vegn giò una gamba”

 

“Donne donne andate a dormire

che stanotte dovete morire.

Se non credete che Dio ve la manda

guardate in alto, viene giù una gamba”

 

Le donne spaventate guardarono la gamba rossa che scendeva dal buco e scapparono via impaurite, lasciando agli uomini tutto il buon risotto.

 

La Pazienza

Una volta c’era un uomo che aveva una moglie che si chiamava Pazienza.

Un giorno andò a confessarsi e confidò tutti i suoi problemi al sacerdote.

Mentre lui raccontava, il prete continuava a scuotere la testa e a ripetere: “Porta pazienza, porta pazienza ……”

Il pover’uomo intese quell’invito come una penitenza.

Quindi, tornato a casa, caricò la moglie sulle spalle e con lei face un giro per il paese, generando ilarità nei compaesani.

 

 di Elisabetta Croce

Ringrazio la mia nonna Ambrogina Garavaglia e la mia mamma Marisa Valenti per questo contributo.

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Autore: Mesero da ricordare

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